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Fototeca Supino

Il repertorio iconografico del fondatore dell'Istituto di Storia dell'Arte, poi Dipartimento delle Arti Visive
Igino Benvenuto Supino - Biografia

Consistenza:

  • positivi (carte salate, aristotipi, stampe all'albume, stampe alla gelatina bromuro d'argento): 8220 (3249 provenienti dall'Archivio Storico dell'Università).

Il fondo è costituito dall'eterogeneo quanto ricco materiale appartenuto a Igino Benvenuto Supino frutto della donazione voluta nel 1954 dagli eredi che comprendeva la sua intera biblioteca e la collezione di "fotografie d'opere d'arte, sciolte, di formato diverso".

I materiali raccolti negli anni dallo storico dell'arte hanno varia origine e vanno dagli acquisti da lui effettuati presso le più importanti case fotografiche internazionali o da archivi privati fino alla commissione diretta, tutte caratteristiche che impongono di denominare più correttamente questa raccolta con la definizione archivistica di Fototeca.

Nel 1990 una cospicua parte della Fototeca Supino (3249 fotografie) fu selezionata con criteri non prettamente archivistici e trasferita presso l'Archivio Storico dell'Università di Bologna al fine di iniziarne la catalogazione e una più adeguata conservazione. Di questi materiali l'Archivio Storico ha curato anche la digitalizzazione, la catalogazione in OPAC e la conseguente pubblicazione on line.

I materiali rimasti in possesso del Dipartimento delle Arti Visive (la parte più cospicua) sono stati conservati fino al 2004 presso l'ex sede di Palazzo Poggi.

A partire dal dicembre 2006 il nucleo conservato presso l'Archivio Storico è stato riconsegnato al Dipartimento delle Arti Visive e la Fototeca Supino ha riacquistato la sua integrità.

Nel 2018 grazie al contributo economico della Fondazione Carisbo, le fotografie appartenute a Supino sono al centro di un progetto di valorizzazione, tutt’ora in corso, che prevede una mappatura dei fototipi e il loro riordino, al fine di rendere fruibile il fondo a tutta la comunità di studiosi.

Di grande interesse risultano i contributi manoscritti dello stesso Supino, raccolti insieme alle fotografie nei faldoni originali, che rappresentano un'importante testimonianza del metodo di lavoro e dell'approfondimento scientifico dello storico dell'arte.