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LA SOFFITTA 2016 - XXVIII ANNO

UNA STAGIONE LUNGA UN ANNO

Il 2016 sarà il secondo anno di quella che mi piace chiamare la Nuova Soffitta, nata dalla fusione fra il Centro di cui sono da tempo responsabile e il CIMES, diretto da Gerardo Guccini. Parlo non a caso di anno e non di stagione, perché - seconda novità a partire dal 2015 - l’attività del nostro Centro si svolge ormai dall’inverno all’autunno, con la ovvia pausa estiva, dividendosi in due diversi momenti e obbligandoci – cosa non semplice – a definire progetti anche a 11-12 mesi dal loro effettivo svolgimento. Tuttavia mi pare che anche questa volta l’impegno del Gruppo di Lavoro e di Fabio Acca abbia portato a buon esito questo non facile impegno e che il libretto possa uscire con la programmazione del prossimo anno definita interamente, salvo poche eccezioni. Si tratta di un folto programma articolato come di consueto in quattro sezioni, che prevede spettacoli e workshop pratici, concerti, seminari, tavole rotonde e convegni, presentazioni di libri e altro ancora.

Il Teatro (dopo il consueto prologo della Giornata della Memoria, dedicato per la seconda volta di seguito al tema del teatro nei lager e nei ghetti all’epoca del Nazismo, a cura di Gerardo Guccini) comprende innanzitutto i progetti realizzati in collaborazione con ERT/Teatro Arena del Sole di Bologna. In primavera si svolgerà - per la cura di Gerardo Guccini - una personale del duo messinese Spiro Scimone e Francesco Sframeli, che tornano da noi dopo diversi anni proponendo quattro lavori, ben rappresentativi dell’intera teatrografia di un duo che costituisce una delle realtà più originali e apprezzate anche all’estero della nuova scena italiana (Bar e Nunzio, nei nostri spazi; Pali e Amore in quelli dell’Arena del Sole). In autunno avrà luogo invece il progetto riguardante la formazione riminese Motus, che prevederà la riproposta di uno spettacolo appartenente al recente ciclo su Antigone (Too Late!), una serata sull’incontro newyorkese (documentato da un video inedito) fra i Motus e il Living Theatre di Judith Malina (scomparsa nella scorsa primavera) per The Plot is the Revolution, evento che vedeva in scena Judith insieme a Silvia Calderoni. Fra gli altri progetti, figurano l’imperdibile appuntamento biennale con il Premio Scenario, curato come di consueto da Cristina Valenti; e due ritorni tanto attesi: quello del Workcenter of Jerzy Grotowski and Thomas Richards, che sarà l’occasione per fare il punto su una ricerca che dura ormai da trent’anni; e quello di Claudia Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio, con un seminario e un incontro ruotanti entrambi intorno all’importante volume Setta, da lei pubblicato di recente, che sarà anch’esso occasione di riflessione sull’ormai lungo percorso artistico e pedagogico sviluppato in solitaria dalla Castellucci. Completano la prima tranche del programma teatrale la Giornata sull’attore dedicata all’indimenticabile Claudio Meldolesi e curata da Laura Mariani, con la partecipazione di un folto gruppo di attori e attrici di diverse generazioni e provenienze, capitanati da un ospite d’eccezione, Carlo Cecchi; la presentazione di una formazione dell’ultima generazione, ErosAntEros, appartenente dunque alla Terza Avanguardia, secondo una recentissima proposta critica.

La seconda tranche della stagione teatrale, oltre al progetto Motus di cui si è già detto, proporrà Cechoviana, a cura di Silvia Mei, un’originale monografia (completata da incontri con gli artisti, un ciclo filmico e un simposio) su due riscritture (sceniche e drammatiche) recenti del grande autore russo (dovute a Roberto Rustioni, l’una, e al gruppo napoletano Teatringestazione, l’altra); un focus di grande rilievo culturale su Gian Lorenzo Bernini uomo di teatro e artista, a cura di Elena Tamburini, incentrato sull’allestimento da parte di una giovane formazione romana de La commedia delle macchine.

La sezione dedicata in aprile alla Danza, dal titolo Fare e rifare la danza. Pratiche coreografiche del contemporaneo, si avvale anch’essa della collaborazione di ERT/Teatro Arena del Sole e si articola in due momenti: uno tutto concentrato su una compagnia giovane e in piena fioritura, e quindi protagonista del “fare danza” oggi, CollettivO CineticO, e uno teso invece a riflettere su un progetto (RIC.CI, ideato da Marinella Guatterini) che da qualche anno sta stimolando la ripresa di alcuni titoli- faro della danza contemporanea italiana nati tra gli Ottanta e i Novanta del Novecento. CollettivO CineticO, diretto da Francesca Pennini, presenta due titoli, I x I No, non distruggeremo il Teatro della Soffitta e XD Scritture retiniche sull’oscenità dei denti, entrambi frammenti di un più ampio progetto (C/o) che si sta sviluppando sull’arco di un decennio. Il pubblico potrà avvicinare ulteriormente il mondo di CollettivO CineticO negli incontri che si terranno al termine di ogni spettacolo e gli studenti universitari avranno inoltre la possibilità di sperimentarne le modalità di lavoro e la poetica dall’interno, grazie a un laboratorio pratico. Intorno al progetto RIC. CI si muoveranno invece gli interventi di artisti, organizzatori e studiosi che andranno a comporre una giornata di studi fatta di parole e di visioni provenienti da un passato prossimo che nutre intensamente il contemporaneo e anzi gli appartiene a pieno titolo.

Il programma della sezione Musica comprende una specifica sezione di convegni e iniziative di ricerca e una stagione concertistica.

La sezione di convegni e iniziative di ricerca presenta un ampio spettro di proposte: alla musica del Novecento ed oltre sono dedicati il seminario sul teatro musicale di Salvatore Sciarrino, l’incontro con un altro protagonista della musica europea degli ultimi decenni, Sylvano Bussotti, ed infine la lezione-concerto che illustrerà un’importante composizione dell’ultimo Bartók. La musica medievale e la musica della prima età moderna sono presenti con due iniziative: il seminario dedicato all’indagine di uno dei più significativi codici della tradizione del canto liturgico ambrosiano e una lezione- concerto che riguarderà l’esecuzione di uno dei massimi esiti operistici del Seicento, la Dido and Aenas di Henry Purcell. Le iniziative dedicate alla ricerca musicologica si concluderanno nel novembre del 2016 con due tavole rotonde organizzate in collaborazione con il Saggiatore musicale nell’ambito del Colloquio annuale di quell’associazione. La sezione dedicata alla didattica prevede una tavola rotonda nella quale si discuterà l’importante tema della storia, dei metodi e delle prospettive dell’educazione musicale nella scuola italiana, e il consueto appuntamento con il laboratorio di pratica vocale e strumentale dedicato agli studenti del nostro Dipartimento.

La stagione concertistica s’inaugura quest’anno con un recital incentrato sulle due facce del romanticismo, l’una introversa e intima, l’altra estroversa brillante e virtuosistica, con un duo d’eccezione costituito da Anton Dressler al clarinetto e Boris Petrušanskij al pianoforte. Essa prosegue con concerti che propongono musiche dal Medioevo al Novecento, varietà di formazioni, ed interpreti di spicco nel panorama internazionale: l’ensemble Ars Nova che eseguirà il Ludus Danielis, un caposaldo del teatro religioso medioevale, la pianista Catherine Vickers, il giovane Quartetto Noûs, il Trio Ars et Labor, e il violinista Gabriele Pieranunzi che suonerà con un’orchestra composta da ragazzi delle scuole e solisti della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna nello speciale progetto didattico che chiude la stagione, intitolato “I Classici in classe”.

La programmazione curata dalla sezione Cinema si incentra prevalentemente su due ambiti, entrambi connessi alle attività didattiche e di ricerca portate avanti all’interno del Dipartimento. Da un lato il calendario prevede una serie di eventi che proseguono un percorso iniziato qualche anno fa e dedicato alla ricognizione sui media digitali e allo studio dell’evoluzione dei media tradizionali, della televisione in particolare. Aspettando Media Mutations è un’iniziativa che si compone di tre incontri di presentazione di volumi, due riguardanti la televisione, i suoi formati narrativi e i suoi pubblici, e un terzo sul ruolo delle neuroscienze nello studio delle immagini in movimento. Il Convegno internazionale di studi Media Mutations, giunto alla sua ottava edizione, sarà dedicato all’approccio cognitivo nello studio delle serie televisive. Per il 2016 questo convegno rappresenterà anche un’occasione di incontro tra studiosi che partecipano al progetto internazionale dal titolo Theoretical Innovation Strategies in the Analysis of Narration in Television Series finanziato dal Governo spagnolo. A questi eventi si aggiunge, inoltre, una giornata di studi sulle immagini GIF nel panorama mediale contemporaneo, con l’intento di fare il punto sulla figura dell’artista GIF nell’epoca della riproducibilità digitale.

Dall’altro lato, l’offerta del Centro propone di guardare con nuovi occhi, aggiornando scopi e metodi critici e interpellando gli addetti ai lavori, fenomeni più legati ai media tradizionali e al cinema in particolare, con un’offerta di eventi che spazia dal rinnovato appuntamento Attrici e attori incontrano il pubblico, con alcuni tra gli artisti più noti del nostro cinema che si raccontano al pubblico, al convegno Il sistema dell’impegno nel cinema italiano contemporaneo. Finanziamento, produzione, gusto, attraverso il quale si intende inaugurare una riflessione sul concetto di “impegno” in relazione alle problematiche del gusto, della produzione e della critica.

A questi appuntamenti si affiancheranno inoltre due laboratori didattici aperti agli studenti e finalizzati a offrire competenze teorico-pratiche sulle produzioni cinematografiche e televisive.

 

MARCO DE MARINIS
Responsabile Scientifico

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CON IL SOSTEGNO DI:

ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

REGIONE EMILIA-ROMAGNA
ASSESSORATO CULTURA

CITTÀ METROPOLITANA DI BOLOGNA

COMUNE DI BOLOGNA

ASSESSORATO CULTURA E RAPPORTI CON L’UNIVERSITÀ

 

In collaborazione con:
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In collaborazione con:
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